“La destra è figlia legittima degli interessi egoistici
dell'oggi. La sinistra degli interessi di coloro che non sono ancora nati.
[...] C'é un patto fra le generazioni che dobbiamo avere il coraggio di non
dimenticare”. Mi piace citare Vittorio Foa per iniziare la mia riflessione su
quale deve essere l'azione di un governo che ispiri il suo operato nella
società a valori di sinistra. Ritengo che oggi in Italia vi sia molta
confusione tra gli elettori nel distinguere destra e sinistra, questo è dovuto
principalmente alla retorica populista adottata
negli ultimi anni dalla politica. I partiti hanno riempito la loro propaganda
di parole come meritocrazia, pari opportunità, meno tasse, semplificazione
amministrativa, giustizia rapida ed efficiente. Tutti concetti che affascinano
e danno speranza agli elettori, che in massa si sono rivolti verso chi con più
forza ha insistito su queste tematiche in campagna elettorale. Il passaggio
dalle parole alla pratica è stato impietoso. Destra e sinistra si sono
applicate in una difesa dello status quo, che in un’ottica conservatrice ha
cercato di tutelare il sistema di potere instauratosi in ogni luogo decisionale
pubblico.
mercoledì 24 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
L'orecchia alla pagina
Salire sui punti più alti e pericolosi dei monumenti e
trasformarli in improponibili giacigli al fine di occuparli e gridare una
protesta.
Una azione questa che sembra non essere più così anomala viste
e considerate le recenti esperienze di Roma sulla cupola della basilica di San
Pietro e di Venezia sull’altrettanto noto campanile di San Marco. Alcuni uomini
spinti da motivi ben precisi hanno deciso di impadronirsi, seppur per poche
ore, dei due monumenti dando loro un motivo in più per essere sotto gli occhi
di tutti.
martedì 18 settembre 2012
Grosse Koalition? Meglio di no.
"Divide et
impera". Non c'è locuzione migliore
per definire quella tendenza politica degli ultimi anni, che nel Vecchio
Continente ha visto governi anteporre esigenze di stabilità e governabilità
alla tradizionale caratterizzazione identitaria che per secoli ha contrapposto
tendenze conservatrici e progressiste. E' l'idea contemporanea di “Grande
Coalizione”, riproposta, guarda caso, nel 2005 dalla Germania di Angela Merkel
e ripresa recentemente dal liberale olandese Mark Rutte, che per assolvere ai
gravosi compiti imposti dalla limitrofa Bruxelles ha deciso di formare un
governo liberal/laburista.
E l'Italia? La patria
linguistica della locuzione latina, riuscirà a introdurre nella propria cultura
politica questi elementi di novità, tipicamente nordici, improntati sull'azione
congiunta di forze politiche agli antipodi per la responsabile difesa della ragion
di stato?
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