Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha da
poco espresso parere favorevole riguardo la controversa questione dell'acquisto
illimitato da parte della BCE di titoli di stato a breve scadenza (massimo tre
anni) sul mercato secondario. Il presidente della BCE ha giustificato la scelta
del consiglio facendo espressamente riferimento al mandato assegnato
all'autorità monetaria dai trattati europei. Le condizioni attuali, in
particolare le eccessive diversità tra le varie aree dell'unione, non rendevano
più efficace l'azione della banca centrale, ha argomentato Draghi, così che un
intervento di questo tipo, mirato a livellare i persistenti squilibri,
consentirà almeno momentaneamente lo stabilizzarsi della situazione. Non
sorprende che dei 23 membri del consiglio non tutti si siano espressi
favorevolmente ai futuri acquisti,uno ha votato contro. Considerando che lo
storico timore che da sempre attanaglia il paese di quell'unico membro che
presumibilmente ha votato contro, sarà sicuramente evitato con operazioni di
fine tuning, che spingeranno le banche ad aumentare i depositi presso la BCE,
riducendo così la moneta in circolazione e quindi frenando l'inflazione, si
pone sempre con più forza la questione della solidarietà all'interno
dell'unione. La Germania, temendo un enorme azzardo morale, sta ostacolando
tutti i tentativi di accelerazione del processo di unificazione europea. La
cancelliera Angela Merkel, anche se in pubblico si è più volte espressa a
favore di una svolta verso un'unione più forte, al momento in cui si è trattato
di premere l'acceleratore è sembrata sempre guardare più verso Berlino che
verso Bruxelles. Il problema che si pone è quindi meramente di stampo politico, se si crede che l'Europa così come è strutturata sia incompleta, non si può non spingere con vigore il processo di ridisegno dell'architettura istituzionale. I padri fondatori erano ben consapevoli che il progetto era lacunoso e carente, queste mancanze stanno emergendo con forza oggi. Le sfide che paesi come Cina, India o Brasile lanciano necessitano di un' Europa federale, dinamica e che riesca a competere su tutti i mercati del mondo. Le generazioni di oggi devono essere all'altezza del beneficio che i padri fondatori hanno lasciato, l'assenza della guerra in un continente che storicamente è stato attraversato dal sangue, deve essere ripagata con i successi economici che possano garantire prosperità alle generazioni future. La cessione di sovranità a istituzioni europee che operino in un contesto federale senza dubbio comporterà maggiori costi per alcuni. Gli stati con le spalle più larghe sicuramente vedranno parte della loro ricchezza ridistribuita in varie forme verso i paesi con maggiori difficoltà, è il contesto federale stesso che prevede ciò, il bilancio federale non è altro che una forma di solidarietà.
Per favorire questo processo è assolutamente necessario un
impegno maggiore in direzione della creazione di una sentimento comune europeo.
Iniziative come L'Erasmus hanno
sicuramente avvicinato i cittadini che compongono l'unione, ma questo non
basta,è indispensabile l'istituzione di cariche elettive anche nei centri di
potere più importanti e la diffusione dell'inglese come lingua comune in tutti
gli strati della popolazione. È dall’esito di queste prove che dipende il
futuro di un intero continente.
Concludo citando le parole dell'ex presidente francese
Schuman "dopo il crollo del terzo Reich è giunta l'occasione per aiutare
la Germania vinta e prostrata, ad uscire dal proprio isolamento, di tenderle la
mano amichevolmente facendole un posto tra i Paesi europei». E osservare che
«non ci sarà pace in Europa se gli Stati verranno ricostruiti sulla base della
sovranità nazionale, con tutto ciò che questo comporta di politica, di
prestigio e di protezione economica. I Paesi europei sono troppo piccoli per
assicurare ai loro popoli la prosperità che le condizioni moderne rendono
possibile e necessaria. Il benessere e gli sviluppi sociali indispensabili non
si raggiungeranno a meno che gli Stati dell'Europa non si costituiranno in una
federazione o in una entità europea che ne faccia una entità economica
comune"
Francesco Struzzi
Articolo molto interessante e ben fatto. Alcune conclusioni a cui si giunge sembrano essere un pò affrettate. Suggerisco la lettura di 'Aporie del più Europa' da pag 44-55 di 'Oltre l'austerità'(http://download.kataweb.it/micromega/Oltre_l_austerita.pdf).
RispondiEliminaBuon lavoro
Grazie per i complementi.
RispondiEliminaSe vuole specificare quali conclusioni le sembrano un pò affrettate siamo a sua disposizione per uno scambio di idee, anche tramite e-mail (waryviewsblog@hotmail.it).
Cordialmente
Francesco Struzzi